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Giornate per la donazione del sangue: 7 Marzo

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Cristiana Capotondi per AVIS

 

Cosa fare se...

_______________|Parto|

Anche se si tratta di un'evenienza piuttosto rara, potrebbe capitare di trovarsi nella condizione di dover assistere una partoriente. I segnali che devono far sospettare un parto imminente sono: le contrazioni dell'utero molto ravvicinate e presenti a intervalli di tempo regolari (per esempio ogni sessanta secondi), la perdita di sangue e muco (tappo mucoso) dalla vagina e la rottura delle "acque" che si manifesta con l'abbondante fuoriuscita dalla vagina di un liquido chiaro e inodore.
Nel caso in cui non sia possibile raggiungere l'ospedale, chiamare un'ambulanza o almeno contattare un medico o un'ostetrica, è necessario innanzi tutto raccogliere gli oggetti utili all'evenienza: servono alcuni panni puliti (per pulire mamma e neonato dopo il parto), una coperta per avvolgere il piccolo, un paio di forbici (per tagliare il cordone ombelicale) e due pezzi di spago lunghi circa dieci centimetri (per legare il cordone ombelicale del bambino una volta reciso). Forbici e spago devono essere sterilizzati bollendoli in acqua per almeno dieci minuti. Devono poi essere lasciati nell'acqua fino all'occorrenza. Ci vogliono inoltre alcune garze sterili. Tutte le operazioni devono essere condotte nel massimo rispetto dell'igiene: la persona che presta aiuto deve lavarsi ripetutamente le mani con acqua e sapone e possibilmente spazzolarsi a fondo le unghie.
La partoriente deve essere lasciata libera di muoversi e di assumere le posizioni che preferisce. Il letto va coperto con due-tre lenzuola pulite sovrapposte.
Dopo la fase delle contrazioni (travaglio) inizia la cosiddetta fase dell'espulsione, durante la quale la donna avverte il desiderio di spingere. A questo punto è opportuno farla sdraiare sul letto o meglio aiutarla ad assumere, mettendole alcuni cuscini dietro la schiena, una posizione semisdraiata. È bene suggerirle di tenere le ginocchia piegate e di portare le mani sotto l'incavo delle ginocchia. Quando sente arrivare la spinta la donna deve inspirare e poi espirare lentamente, assecondandola.
Nel caso in cui durante questa fase vi fosse una perdita di urina o di feci è necessario pulire o, meglio, coprire la zona sporca con un panno pulito o con un lenzuolo ripiegato. Non appena all'imboccatura della vagina compare la testina bisogna prepararsi ad accogliere il neonato. Non bisogna invece interferire in alcun modo sul parto: il bambino va toccato solo quando la sua testa è completamente fuori dalla vagina. A questo punto, si può prendere delicatamente tra le mani, sostenendola dolcemente fino a quando non sarà uscito tutto il corpicino. Può accadere che il cordone ombelicale sia girato attorno al collo del piccolo: in questo caso è necessario, prima ancora che esca tutto il corpo, sfilarlo velocemente passandolo sopra la testa. Il bambino, una volta uscito, dev'essere aiutato a compiere il suo primo respiro. Occorre posizionarlo con la testa più in basso dei piedi per permettere alle secrezioni presenti nel naso e nella bocca di fuoriuscire. Se non piange subito gli si devono assestare alcuni colpetti leggeri sulla schiena fino a quando non emette il primo vagito. A questo punto va avvolto in una copertina e adagiato, di fianco, sul corpo della mamma. Con una garzina devono essere asportati eventuali residui di muco dalla bocca e dal nasino, mentre occhi e orecchie non vanno puliti. Dopo qualche minuto si deve tagliare il cordone ombelicale ancora attaccato alla placenta (la placenta viene espulsa naturalmente al massimo venti minuti dopo l'uscita del bambino). Prima di tagliare occorre legare i due spaghi sul cordone, l'uno a circa dieci centimetri dal corpo del neonato, l'altro a circa quindici centimentri (la distanza tra uno spago e l'altro deve risultare di circa cinque centimetri). Il taglio va effettuato tra i due nodi.
Dopo il taglio del cordone, se l'ambiente è caldo, si può procedere al primo bagnetto. Tenendo saldamente il neonato immergerlo gradualmente in un catino riempito con acqua a temperatura corporea (37 gradi) e quindi lavarlo aiutandosi con una spugna morbida. Poi va asciugato e vestito. Per quanto riguarda l'assistenza alla madre, non si deve fare nulla fino a quando non viene espulsa la placenta. Dopo l'espulsione, che è sempre accompagnata da una significativa perdita di sangue, sull'apertura della vagina va appoggiato un assorbente oppure un panno pulito. Per ristorare la donna è bene porgerle una tazza di tè o di caffè caldi, mentre è vietato somministrare alcolici. Anche se tutto è andato per il meglio, è necessario mettersi in contatto il prima possibile con un medico.


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